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CONVEGNO DEL 25 SETTEMBRE 2004
              
                          

Resoconto del Convegno

“SALVAGUARDIA DEI BENI STORICO-ARTISTICI E AMBIENTALI DEL TERRITORIO DEL SORATTE”
tenutosi in Sant’Oreste, Palazzo Caccia Canali in data 25 Settembre 2004.

L’incontro, organizzato dall’Associazione Proloco di Sant’Oreste e l’Associazione Avventura Soratte, ha visto la partecipazione nel tavolo dei relatori del Sig. Mario Segoni (Sindaco del Comune di Sant’Oreste), dell’Ing. Giuseppe Tosti (specializzato in ristrutturazioni dei centristorici), del Dr. Umberto Pessolano (Direttore scientifico del Museo Naturalistico del Monte Soratte),
del Sig. Giorgio Boari Ortolani (collaboratore del giornale Soratte Nostro Nuovo),
del Sig. Giovanni Mecchia (Presidente della Federazione Speleologica del Lazio) e del Sig. Francesco Zozi (Presidente della Proloco di Sant’Oreste e moderatore della riunione).

“C’È TANTA CARNE AL FUOCO TRA PROGETTI ED INIZIATIVE – SIAMO GELOSI ED ORGOGLIOSI DEL NOSTRO PATRIMONIO.”

Apre l’incontro il Sindaco di Sant’Oreste che saluta i relatori e gli intervenuti ringraziando dell’iniziativa le associazioni promotrici. Il Sindaco espone i lavori svolti e i programmi dell’Amministrazione di Sant’Oreste al fine di tutelare il grande patrimonio storico artistico ed ambientale del territorio che riscuote molta attenzione da parte degli Enti come la Provincia di Roma e la Regione Lazio.

Auspica una seria politica di intervento in vista di una prospettiva di sviluppo turistico della zona anche attraverso il progetto VA.TE. che richiama una serie di risorse economiche e finanziarie. Comunica l’intervento dell’Amministrazione comunale affinché gli affreschi dell’antica abbazia di San Silvestro sul Monte Soratte possano essere recuperati attraverso un intervento straordinario da parte dell’Ente Provincia di Roma.

Il Sindaco chiude l’intervento introduttivo auspicando la partecipazione di tutti i cittadini al dibattito sulle iniziative e questioni inerenti il recupero del patrimonio di Sant’Oreste.

CHE SIGNIFICA RECUPERARE UN CENTRO STORICO?

L’intervento dell’Ing. Tosti è incentrato su questa domanda. Significa rileggere le radici culturali di una certa zona, città, edificio, chiesa o convento all’interno di un centro storico.

L’Ingegnere, originario dell’Umbria, trovandosi per la prima volta a Sant’Oreste, ha potuto notare, facendo un percorso nel centro storico, alcuni elementi che non hanno senso nel contesto urbano del paese.

Le persone andrebbero sensibilizzate. Infatti facendo un esempio afferma che non sarebbe difficile far capire alla gente che una mangiatoia dove stavano le mucche non dovrebbe essere utilizzata come sedile o panca, ma lasciata là per farci capire come si viveva in quell’epoca storica.

E così un attrezzo agricolo non ha senso essere utilizzato come soprammobile o come lampadario. L’Ing. Tozzi afferma che in generale dal punto di vista architettonico in Italia c’è una cultura “triste”.

CHE SIGNIFICA RISCOPRIRE L’IDENTITÀ?

E’ questo il tema che propone nel suo intervento Giorgio Boari Ortolani. Riscoprendo si produce o si riproduce identità. Passando allo specifico il relatore ha la percezione che da un po’ di tempo il discorso out-let copra gli interessi locali essendo oggetto di attenzioni eccessive con il rischio di sminuire altri argomenti come la riqualificazione delle mura castellane, dei palazzi e delle tradizioni popolari.

Mette l’accento sull’importanza del nostro archivio storico, elemento fondamentale per riscoprire l’identità e fissa alcuni criteri sui quali si potrebbe andare avanti, tra i quali la priorità degli obiettivi, la sostenibilità degli stessi, la cooperazione tra amministrazione e società, la professionalità, la correttezza e la trasparenza.

26 SONO LE GROTTE NEL COMUNE DI SANT’ORESTE

Il Presidente della FSL (Federazione Speleologica del Lazio) introduce il suo intervento ricordando l'attività della Federazione ed il fatto che essa rappresenta quasi la totalità delle associazioni speleo sul territorio. Enumera le grotte nel Lazio che risultano in circa 1500, di ci548 in Provincia di Roma e 26 nel comune di Sant’Oreste, posizionandosi al 10° posto tra tutti i comuni del Lazio.

In particolare per le grotte di Sant’Oreste afferma che esse si sviluppano per circa 1,5 km di sotterranei. Tredici di esse sono verticali e altrettante con sviluppo orizzontale. Afferma che nelle grotte del Soratte non c’è acqua e le suddivide posizionandole nella zona alta di cresta (con andamento tettonico), nella fascia mediana (con influssi di acqua mineralizzata) e nella zona bassa (rappresentate soprattutto dai “meri” e dalla grotta di Santa Romana).

E’ il momento di illustrare la nuova grotta di recente scoperta, denominata “Grotta Sbardi”, alta circa 20/25 metri con ingresso attraverso un cunicolo e poi quattro pozzi di 10 metri ciascuno, alcuni franosi fino ad arrivare ad una sala di 20/25 metri con forti concrezionamenti, un bel pavimento, sempre concrezionato e grande presenza di stalattiti e stalagmiti.

A questo punto mette l’attenzione sul fatto che camminando sul pavimento questo potrebbe rovinarsi per sempre. In una sala della grotta manca ossigeno e l’entrata è possibile solo per poche persone. Dopo aver illustrato anche la grotta di Monte Piccolo, anche essa di recente scoperta, pone l’attenzione sull’utilizzo a fini turistici delle stesse.

Il Presidente non preclude questa possibilità, però prima di un tale passo andrebbe monitorata la grotta con strumentazione adeguata, andrebbero fatti rilievi e valutato l’impatto di un eventuale flusso di persone.

Dopo tali esami che potrebbero durare almeno due anni, i risultati dovrebbero far decidere dell’utilizzo e soprattutto della sostenibilità economica di un intervento a scopo turistico.

IL MUSEO PROTEGGE E TRAMANDA UN BENE

L’intervento del Direttore Scientifico del Museo Naturalistico del Monte Soratte è incentrato sull’importanza dei musei, della loro funzione di protezione di beni e di essere tramandati per le generazioni future.

Ricollegandosi all’intervento precedente del Sig. Mecchia, egli afferma di
essere favorevole alla chiusura della nuova grotta. Illustra un progetto che legherà gli archivi storici di Sant’Oreste e Nazzano. Continua sostenendo che Sant’Oreste dovrebbe salvaguardare il paesaggio, cioè la protezione non di una singola cosa, ma del punto di paesaggio unico che si può vedere dal Monte Soratte. La vista del paesaggio deve essere la chiave di lettura del turismo.

Alle relazioni sopra riportate ha seguito un dibattito con i presenti, in particolare sono intervenuti l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Sant’Oreste Sig. Salustri che ha ribadito l’impegno dell’Amministrazione per togliere le antenne sul Soratte e affermato che l’interesse dell’Amministrazione non è solo per l’out-let, ma anche per la sensibilizzazione alla conservazione ed al recupero del centro storico.

Altri interventi hanno sottolineato l’importanza del libro “Sant’Oreste ed i suoi santuari”, memoria storica lasciata da Mons. De Carolis, la rilevanza delle cavità carsiche del Soratte e la loro importanza da sfruttare sotto l’aspetto turistico, il distretto turistico integrato (Arch. Augusto Chiaia) ed altri ancora fino a quando il Presidente della Proloco Francesco Zozi ha chiuso il dibattito invitando i presenti alla manifestazione prevista per la sera stessa: la Veglia in difesa del patrimonio storico artistico del Monte Soratte.


tutte le fotografie copyright © Carlo Portone

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