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IL TEMPO DELLE OLIVE
                                            
                  

"IL TEMPO DELLE OLIVE" rappresenta un momento vitale di tutta la COMUNITA'.

Intanto ricordiamo che ai primi anni 90 nacque questa manifestazione che ha riscosso negli anni a seguire notevoli consensi ed ha centrato alcuni obiettivi in particolare.
Siamo partiti con la promozione del prodotto e della attività olivicola, facendo nascere una Associazione di produttori, poi i convegni e gli incontri per essere consci di una realtà produttiva che poteva occupare ilprimo posto nella nostra attività agricola.
Ricordiamo i Convegni con l'illustre Dott. Fontanazza e con altri esperti, che sono serviti soprattutto al miglioramento della qualità ed adavvicinare la coltura dell'olivo all'ambiente ed al patrimonio che il paese conserva.
Poi la rinascita di un frantoio che ha risolto pene e problemi di tante famiglie, ma che soprattutto ha dimostrato che questa Comunità poteva di nuovo immettersi nella tradizione della storia passata.
Poi l'arrivo dei nuovi impianti, dell'imbottigliamento e dell'apertura verso certi mercati che ora sono raggiungibili perché il prodottosta diventandodi qualità.
Ora ci manca il riconoscimento del D.O.P che sarà la base per ridiscutere la nostra politica agricola ed agro-alimentare.
Occorre fin d'ora attrezzarsi ed offrire al prodotto l'insieme della nostra cultura e dei beni culturali che lo faranno così diventare, come dall'inizio volevamo, volano di crescita culturale ed occupazionale.
L'Associazione Pro Loco è soddisfatta di tutto questo; gli olivicoltori sono più ottimisti, i giovani si stanno riavvicinando a questa cultura con interesse e con progetti.
Così anche quest'anno il tempo delle Olive verrà riproposto il 15 e 16 Dicembre con incontri, manifestazioni culturali ed eno-gastronomiche.

LA STORIA

Non è così antica come quella dell'olio della Sabina, ma già nel 1568 gli oliveti della zona  producevano olio di qualità, tanto che l'Architetto Vignola, essendo stato pagato in natura peri suoi servizi, si lamentava che tal volta gli fosse stato dato "dell'olio poco bono", non "como se usa farse in S.to Resto".
Tre secoli dopo, nel 1888, il Marchese Canali partecipava all'esposizione Vaticana in occasione del 50° sacerdotale di Leone XIII con l'olio proveniente dai suoi oliveti del Soratte e naturalmente fu premiato.
I benedettini assegnarono all'olivicultura un ruolo fondamentale nell'economia della zona e non è un caso che le pietre angolari di molte case antiche siano costituite da mole olearie.
La tradizione di quest'olio che in un testo del 1868, quando il numero di olivi attestato era di 38.000, veniva definito di "buonissima esopraffina qualità" si è conservata nei secoli e ci consenteancora oggi di degustare un ottimo prodotto ottenuto, proprio come in passato,da numerosi piccoli produttori che, pur seguendo ancora antiche tradizioni,tuttavia affidano la buona riuscita del loro olio ad un modernissimo frantoio dell'Agrisirole Soratte.

IL CONCETTO DI QUALITA' NELL'OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA

L'olio di oliva è l'unico olio alimentare estratto daun frutto e non da un seme.
Questa peculiarità consente di avere un alimento fondamentale perla salute e lo sviluppo dell'organismo così come lo ha costruito la natura senza la necessità di interventi chimici come accade per gli oli di semi. Anzi gli interventi dell'uomo possono peggiorare quello che la natura ha costruito. Per ottenere un ottimo olio extravergine d'oliva ci sono pochissime regole da rispettare.

1) Raccogliere l'oliva esente da mosca olearia appena invalata (alcambio di colore della buccia) per le varietà della zona del Sorattesi inizia con la Sirole a metà ottobre per finire con il frantoioentro la prima decade di dicembre.

2) Effettuare la molitura nell'arco di 24 massimo 48 ore dalla raccolta usando per il trasporto contenitori rigidi.

3) Utilizzare impianti di molitura che lavorano rispettando corretti parametri di temperatura e di gramolazione, e possibilmente con impianti di estrazione a due fasi per massiminizzare la concentrazione di polifenoli nell'olio.

4) Conservare l'olio ad una temperatura costante di 16° C, ed eventualmente in atmosfera satura di azoto per ridurre al minimo i processi di ossidazione.


LA "SIROLE DEL MONTE SORATTE"


La Cultivar Sirole (Sperala) è una specie indigena del territoriodi Sant'Oreste. Gli unici insediamenti su tutto il territorio nazionale sono infatti solo alle falde del Monte Soratte.
Questa pianta rustica e nobile, vecchia e giovane contemporaneamente, è importante non solo perché produce olio ma per l'insostituibile funzione di difesa idrogeologica, paesaggistica e sociale. Valorizzare la "Sirole" quindi significa valorizzare Sant'Oreste e tutto il Circondario.
Tutti gli sforzi sono ora rivolti al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

1 La difesa dei vecchi esemplari di Sirole;
2 Promozione di nuovi impianti olivicoli;
3 Commercializzazione dell'olio del Soratte;
4 Attivazione delle procedure per arrivare al riconoscimento DOP.

Ci piace chiudere con la canzoncina, assai nota, "U TEMPU DELL'ULIVE" perché essa racconta molto bene, il lavoro, la fatica, le attese.

Riva u tempu dell'ulive
Tutti quanti armati i verie
Chi co i sachi chi co e scale
Chi co a sega pe potane

Ci sta sempre un gran da fa
Pe potelle capezzà
So cadute li au pattume
Pe trovalle ci vo u lume

Co lu freddu e le brinate
Co e mano infreddolite
Co e scarpe ncrudulite
Tocca ghj a pelà l'ulive
L'areccoghjo vacu a vaco
Solo co a punta du detu
Do nun se ci 'riva ca scala
Tocca a dalli ghjo cà veria.

                                        









               

                 



































































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