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PERCORSO "DEGLI EREMI" - (SENTIERO 205)
            

Sentiero 205 - Percorso “Degli Eremi”

- Dislivello: (da 418 a 693 m s.l.m.) 275 m
- Lunghezza: circa 1,4 km
- Durata: 1 ora e 30 minuti ca.
- Grado di difficoltà: medio
- Classificazione CAI: E

Dall'ingresso principale della Riserva percorrendo la strada pedonale (percorso “Madonna delle Grazie”), si arriva alla cappella votiva dell'Annunziata, da dove sulla sinistra, in prossimità dell'area picnic, parte il sentiero “degli Eremi”.

Proseguendo lungo il sentiero, un primo bivio a sinistra permette di raggiungere direttamente la Chiesa di S.Lucia che sorge sulla prima vetta del monte Soratte, dove restano pochissime tracce dell'abitato che qui sorgeva, come documentato sin dal 1596.

Lungo l'itinerario si possono ammirare alcuni esemplari di lecci secolari, preservati dal taglio e che da sempre hanno caratterizzato la fisionomia dei boschi che ricoprono il monte.

Dalla Chiesa di S. Lucia, tornando indietro e seguendo la cresta verso nord-ovest, il sentiero conduce alla diramazione sotto le mura perimetrali del giardino del Santuario di Santa Maria delle Grazie. Proseguendo verso sinistra si arriva alla Chiesa di S. Antonio, posta sul versante occidentale del monte, dove è possibile ammirare un magnifico panorama. Le prime notizie su questo eremo, sede del priore di tutti gli eremiti del monte, risalgono al 1532.

Proseguendo si sale verso il Santuario di Santa Maria delle Grazie e verso la cima più elevata del Monte Soratte. Prima di raggiungere la Chiesa di S. Silvestro si incontra il bivio che, dopo qualche centinaio di metri, conduce al piccolo Eremo di San Sebastiano, di cui restano modeste tracce murarie.

L'eremo viene descritto nel '700 come una cappella con le immagini della Vergine, San Rocco e San Sebastiano, santi definiti pestilenziali in quanto invocati durante le pestilenze. Fu abitato fino al 1760, dopo di che comincio l'abbandono fino all'attuale stato di rudere.

Sulla cima più alta del monte si trova la Chiesa di S. Silvestro, eretta sul tempio dedicato al culto di Apollo. La primitiva chiesa fu distrutta dalle incursioni barbariche ed in seguito ricostruita nel 747.

L'interno a tre navate, divise da pilastri, conserva nel presbiterio, con cripta sottostante, interessanti frammenti di epoca carolingia. Si conservano anche affreschi trecenteschi e quattrocenteschi di artisti locali, con episodi della vita di Santa Barbara, raffigurazioni della Madonna con Bambino e un Cristo benedicente.


Classificazione Sentieri secondo il CAI

T - Itinerario su stradine pedonali, carrareccie, mulattiere o evidenti sentieri (Sentiero di interesse turistico)

E - Itinerario privo di difficoltà tecniche (corrisponde, in genere, a mulattiere o a sentieri di accesso a rifugi o di collegamento tra valli vicine)

 





 









                                                                                         





tutte le fotografie copyright © Carlo Portone

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